Senato, presentata la piattaforma Gnosphera
Nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica si sono riunuti esperti del mondo accademico e della difesa per approfondire il contributo che le fonti aperte e l’intelligenza artificiale possono offrire alla comprensione dei fenomeni contemporanei e alla qualità delle decisioni. Nel corsodell’evento è stata anche presentata Gnosphera, progetto italiano nato per organizzare e correlare informazioni provenienti da ambiti differenti, rendendole più facilmente leggibili e utilizzabili da parte di chi è chiamato a valutare rischi, evoluzioni e possibili conseguenze.
All’incontro sono intervenuti la Sen. Licia Ronzulli, sono intervenuti l’On. Matteo Perego di Cremnago, Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa, e l’On. Lorenzo Guerini, Presidente del COPASIR. Il confronto è proseguito con il Gen. Alessandro Ferrara, già in servizio presso il DIS e l’AISI, il Dott. Francesco Carioti, Capo Divisione Relazioni Istituzionali dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, il Prof. Marco Bacini, professore dell’Università LUM e Direttore del Master in Intelligence per la Sicurezza Nazionale e Internazionale, e Giuseppe Cicconi, founder di OEDS ed esperto di intelligenza artificiale e trasformazione digitale.
Dagli interventi è emersa una lettura condivisa, la sicurezza nazionale dipende sempre più dalla capacità di comprendere fenomeni che si sviluppano contemporaneamente sul piano geopolitico, digitale, economico e industriale. Una crisi internazionale può produrre effetti sui mercati, sulle rotte commerciali e sulla disponibilità di materie prime. Allo stesso modo, un attacco informatico può compromettere la continuità dei servizi, incidere sull’attività produttiva e generare conseguenze che superano rapidamente la dimensione tecnica, è necessario quindi passare da una postura difensiva ad una postura proattiva, sviluppando capacità previsionale strategica.

Foto: Prof. M Bacini e il Gen A. Ferrara
La crescente quantità di dati disponibili offre opportunità importanti, ma pone anche un problema di selezione e interpretazione, infatti il valore delle fonti aperte non risiede nella semplice possibilità di accedere a un numero elevato di informazioni, è la loro verifica, insieme alla capacità di metterle in relazione, a trasformarle in conoscenza utile. Una comunicazione ufficiale, una notizia pubblicata da una testata autorevole, una segnalazione diffusa sui social o una rivendicazione proveniente da un soggetto ostile non possono essere trattate allo stesso modo. Ogni informazione deve conservare la propria origine, il livello di attendibilità e il percorso attraverso il quale è stata analizzata.
Da questa esigenza nasce il passaggio dalla raccolta dei dati alla situational awareness, intesa come capacità di costruire una rappresentazione aggiornata degli eventi e di coglierne le possibili evoluzioni. Un singolo segnale può apparire ordinario o avere un significato limitato, quando viene osservato insieme ad altri elementi, nello stesso luogo o nella medesima finestra temporale, può invece assumere un valore del tutto diverso.
L’intelligenza artificiale può sostenere questo lavoro, soprattutto quando il volume e la velocità delle informazioni rendono insufficiente un’analisi condotta esclusivamente con strumenti tradizionali.
La presentazione di Gnosphera ha mostrato una possibile applicazione di questi principi, la piattaforma è stata progettata per mettere in relazione informazioni che normalmente vengono consultate attraverso sistemi distinti. Un evento geopolitico può così essere letto insieme alle sue ricadute sulle rotte commerciali, sull’energia, sulla sicurezza informatica o sulle aziende di interesse strategico. L’obiettivo è ricostruire il significato complessivo di ciò che sta accadendo e valutare quali effetti possa produrre per l’Italia, per un’amministrazione o per un’organizzazione.
Nel settore cyber, questa impostazione consente di superare la logica della semplice enumerazione delle vulnerabilità, una criticità tecnica assume un peso diverso quando viene collegata alla probabilità che sia sfruttata, alla presenza di campagne malevole già attive e alla rilevanza degli asset potenzialmente esposti.Il dibattito ha richiamato anche il tema della sovranità informativa, ovvero La capacità di governare dati e processi analitici è ormai parte integrante dell’autonomia decisionale di uno Stato.