Il Giappone si trova a vivere un forte momento di difficoltà: infatti, il costo delle uova ha raggiunto livelli molto alti per l’intero paese. I dati rivelano che una confezione da 10 uova ha raggiunto il prezzo di 309 yen che sono circa 1,70 euro. Questa cifra segna così il massimo storico raggiunto dal Giappone. In questo paese, però, le uova non sono un semplice alimento, bensì un vero e proprio pilastro della cultura e della nutrizione. Gli incrementi di costo sono essenzialmente dovuti al rincaro dei mangimi con costi di produzioni più pesanti. A pesare su tutto questo sono i conflitti nel Medio Oriente e la debolezza della moneta locale.
Giappone in difficoltà per il costo dei mangimi per gli animali
I costi di produzione stanno influendo in maniera importante nel Paese del Sol Levante e in particolare si parla del mangime utile per nutrire gli animali. La Federazione nazionale delle cooperative agricole ha già fatto sapere che il prossimo trimestre cioè quello tra ottobre e dicembre sarà ancora più difficile. Infatti, è previsto un altro incremento di circa 3200 yen a tonnellata per il mangime. Da inizio anno si tratta già del quarto aumento di prezzo.
Perché i prezzi del mangime aumentano?
Il motivo principale di questo aumento di prezzo della materia prima è dovuto in particolare per le tensioni presenti in Medio Oriente. Al tempo stesso, però, si aggiunge un’altra problematica che va a gravare in maniera importante sul costo finale del mangime. Stiamo parlando della debolezza dello yen: la moneta rende più oneroso l’approvvigionamento di questo prodotto all’estero per via del cambio.
Il problema dell’influenza aviaria
Oltre a quanto abbiamo appena detto, vi è anche un problema a livello sanitario. In particolare, sembra inasprirsi sempre più la questione dell’influenza aviaria. Ora che si avvicinano la stagione invernale e le festività, il settore teme la comparsa di nuovi focolari. Questo rappresenta un grave danno, poiché proprio in questo momento dell’anno la richiesta delle uova si fa più marcata. Per ora il Giappone ha registrato continue epidemie che vanno avanti da circa 6 stagioni. Per capire meglio la situazione basta considerare la crisi del 2022: all’epoca fu ordinato l’abbattimento di oltre 1,77 milioni di volatili e molte aziende dovettero sospendere anche la produzione dei derivati.
Quali sono i rimedi?
Per fare fronte a questo problema l’industria sta cercando di adottare delle soluzioni su più fronti, diversificando le forniture. Per esempio, l’azienda Kewpie che produce maionese e usa 250 mila tonnellate di uova all’anno ha iniziato a importare anche dal Brasile. Al tempo stesso si prova a ottimizzare la distribuzione facendo riferimento alle uova liquide e surgelate che hanno una conservazione più lunga rispetto alle fresche e maggiore resilienza della filiera. Il governo giapponese sta prendendo in considerazione anche la possibilità di introdurre i vaccini contro l’influenza aviaria. Ci si augura che questa serie di misure possano aiutare il paese: spesso si pensa che nazioni più avanzate non debbano fare i conti con problemi di sicurezza alimentari come questo, ma in realtà tutti i mercati sono in un aperto confronto con gli equilibri geopolitici globali.

