Qual è il focus di oggi?

Il focus è cambiato perché il quadro sanitario che stiamo vivendo da due anni, la situazione importante dell’estero, e la conseguente crisi hanno rovesciato la lista della priorità generali e se da un lato ci ritroviamo a muoverci in una società che richiede abitudini differenti dall’altro cerchiamo “la positività”, termine diventato quasi pericoloso da usare, muovendoci all’interno di una quotidianità che pretende attenzione per noi e per il prossimo.

Mariangela Bonaparte Editor at Large

 

 

 

 

 

Il focus è cambiato perché il quadro sanitario che stiamo vivendo da due anni, la situazione importante dell’estero, e la conseguente crisi hanno rovesciato la lista della priorità generali e se da un lato ci ritroviamo a muoverci in una società che richiede abitudini differenti dall’altro cerchiamo “la positività”, termine diventato quasi pericoloso da usare, muovendoci all’interno di una quotidianità che pretende attenzione per noi e per il prossimo.

Il focus, quindi, non è più solo quello del “risparmio” conseguente ad una vita fatta di sacrifici e lavoro, come la cultura italiana vuole, adesso il focus è capire cosa vogliamo e possiamo fare “da grandi”.

Sappiamo che esiste un’agenda condivisa da più stati, che punta ad una riorganizzazione ambientale, all’abolizione della fame, alla parità dei sessi, all’autonomia delle donne ed a rendere universale l’istruzione primaria.

Qual è il focus di oggi?

Greta Thunberg l’abbiamo conosciuta in un momento in cui l’idea che il pianeta si stesse incamminando verso un cambiamento climatico sembrava qualcosa di molto lontano, una nota messa lì come promemoria di ciò che avrebbe potuto essere ma, purtroppo, il pianeta ha davvero bisogno di noi e per fortuna Greta ha la voglia e la pazienza di ricordarcelo.

Agenda 2030

L’agenda 2030 racchiude tutto quello che sicuramente serve al pianeta anche se sembra esserci ancora qualcuno che non condivide ciò che 193 paesi si sono impegnati a realizzare. L’Italia, come parte dei 193 paesi, sembra stia facendo delle valutazioni su come poter effettuare il passaggio verso la green economy senza appesantire i costi, già importanti, calcolati per un passaggio senza intoppi.

Le proposte che, a giorni alterni, si sentono sono varie ma una in particolare è meno amata dal popolo italiano, già chiamato nel 2011 a decidere, nucleare sì o no? Col referendum le norme del decreto Omnibus vennero abrogate e l’Italia si salvò da quello che, per il nostro paese, sarebbe diventato un sicuro problema senza soluzione.

Il focus è cambiato ed abbiamo imparato che si può e si deve andare avanti, a questo punto, quello che possiamo sperare è che il buon senso vinca a prescindere dal potere di qualsiasi interesse.