Pride Eyewear, il Real Made in Italy con sede a Cortina d’Ampezzo

Un prodotto appartenente al Real Made in Italy deve rispondere alle caratteristiche di originalità, affidabilità e alta qualità. Nel mondo dell’occhialeria a poter raccontare una storia di successo nata dal sicuro amore verso un prodotto che, per sua natura, ha bisogno di queste tre caratteristiche è sicuramente Pride Eyewear.

Abbiamo avuto l’occasione di farci raccontare da Mauro Lanaro e dalla sua signora, Liliana Mantione, nonché Manager dell’azienda qual è stato il pensiero e il percorso che li ha spinti all’apertura verso una realtà che, per quanto di nicchia, si muove all’interno di un mondo, quello fashion, dove tutto è precario.

Nel 2016 l’azienda Pride Eyewear vede il conferimento di uno dei premi più prestigiosi del settore il SILMO d’Or Premier Classe, manifestazione che da oltre cinquant’anni, mediante una giuria composta da professionisti internazionali e fotografi di settore, premia i prodotti che rispondono alla richiesta di innovazione nell’uso dei materiali, nella tecnica e nel disegno ovvero i passaggi che determinano la qualità.

“il progetto dedicato all’occhiale da sole è stato una sfida perché sapevamo che ci stavamo scontrando con delle realtà molto importanti”

Mauro com’è stato l’inizio?

Quando pensammo di partire con questo progetto dissi al mio nucleo familiare di riflettere bene perché si iniziava un percorso dal quale non si sarebbe tornati indietro. Ammetto che, durante il tragitto che abbiamo deciso d’intraprendere, le difficoltà non ci sono mancate.

Vivere a Cortina è meraviglioso, ma ha le sue limitazioni. Qualche giorno fa, ad esempio, siamo rimasti senza elettricità. Ovviamente questa situazione mette in difficoltà qualsiasi azienda.

Ancora, a volte può succedere che i corrieri non possano arrivare fino a noi per cause naturali indipendenti dalla volontà dell’uomo, anche questa non è una situazione semplice da risolvere.

Voi qui avete la produzione?

La parte che riguarda le minuterie viene fatta per noi in Cadore. Lavoriamo con aziende con le quali abbiamo rapporti da più di trentacinque anni. Loro realizzano i singoli componenti che disegniamo noi, poi vengono recapitati qui in sede, a Cortina, e a quel punto provvediamo all’assemblaggio, alla registratura e al controllo della qualità. Solo alla fine di questi passaggi provvediamo alla spedizione in tutto il mondo . Le dirò che la zona del Cadore dal 2005 ha subito un colpo molto forte con una riduzione del 70% delle aziende, fortunatamente in questi anni stiamo assistendo ad una lenta ripresa del prodotto Made in Italy. C’è ancora cautela ma l’impegno è forte per il ripristino della situazione.

Essendo un prodotto, anche, disegnato da voi gli spunti da dove arrivano?

Cortina è un posto che riesce a dare il giusto imput per realizzare “geometrie”, viviamo in un posto dove la sola natura fornisce tutte le idee di cui abbiamo bisogno.

La visione che avete in testa durante la realizzazione dei vostri occhiali?

Oggi viviamo in un mondo dove i confini sono facilmente superabili, siamo circondati da diverse nazionalità e come si può capire ogni popolazione ha i suoi tratti somatici. Questa è una delle cose che consideriamo quando andiamo a realizzare i nostri occhiali. Usiamo linee molto geometriche, ma con il risultato finale che siano facilmente adattabili a qualsiasi viso. Ogni nostro prodotto è studiato al millimetro perché possa rispondere alle caratteristiche di visi differenti.

Abbiamo la soddisfazione di sapere che, ad oggi, abbiamo raggiunto un livello di riconoscibilità grazie alla giusta dose di parte estetica e caratteristica tecnica. Oggi un occhiale Pride è riconoscibile, lo si distingue dalle altre linee concorrenti.

La collaborazione tra aziende, può esistere?

Sicuramente è una cosa da considerare, soprattutto per la partecipazione alle Fiere, ma quando abbiamo deciso di intraprendere questo percorso abbiamo pensato che a garanzia di solidità e qualità avremmo “messo la nostra faccia”. Il pensiero “andiamo nel mondo e al mondo dobbiamo lasciare la nostra visione migliore”, ci ha spinto a fare delle scelte a volte poco convenzionali.

Questo è quello che abbiamo sempre fatto, per questo motivo non abbiamo pensato a terze persone, ma una volta esaurito anche questo capito, che come azienda vogliamo scrivere fino alla fine, allora apriremo a nuove collaborazioni. Noi lo sappiamo, la squadra è sempre quella che funziona di più. “Family Business”

Editor Mariangela Bonaparte

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