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Malesia. running’in the rain?

Con Il Gran Premio della Malesia, che si correrà domenica nel circuito di Sepang, si concluderà il cosiddetto “trittico Asiatico “della MotoGP.

I giochi per il mondiale piloti si sono conclusi con la gara del Giappone a Motegi, che ha incoronato per la quinta volta campione del mondo lo spagnolo Marc Marquez su Honda.

La lotta rimane aperta, invece per la conquista del secondo posto in campionato, tra Andrea Dovizioso su Ducati e Valentino Rossi su Yamaha.

Proprio la Yamaha di Rossi ha dato, finalmente, segni di risveglio domenica scorsa nel circuito di Philip Island in Australia, con la prima vittoria stagionale, grazie a Maverick Vinales, davanti ad un ritrovato Andrea Iannone su Suzuki.

Tristemente famoso per l’incidente costato la vita a Marco Simoncelli nel 2011, il circuito di Sepang si trova a circa 50 km a sud della capitale Kuala Lumpur. Proprio in questa capitale si disputò la prima edizione del Gran Premio, nel campionato mondiale del 1991.

Anche nel 2015 la gara fu teatro del famoso contatto tra Valentino Rossi e Marc Marquez che causò la penalizzazione dell’italiano nell’ultimo e decisivo Gran Premio di Valencia e la conseguente perdita del titolo mondiale a favore, dell’allora compagno di squadra, Jorge Lorenzo.

Anche per quest’ultimo appuntamento lo spagnolo della Ducati non sarà presente, ancora alle prese con il recupero fisico, dopo il terrificante volo durante e prove del gran premio di Thailandia.

L’incognita meteo, però, incombe sull’appuntamento Malese più che in altri circuiti. Nelle ultime due edizioni, vinte da Andrea Dovizioso, sia le prove che le gare si sono disputate, infatti, sotto una forte pioggia.

Gli occhi saranno puntati anche nella categoria cadetta Moto2, dove l’italiano “Pecco” Bagnaia, all’anagrafe Francesco Bagnaia che negli ultimi anni ha scalato la classifica della sua serie, potrebbe laurearsi, con una gara di anticipo, campione mondiale della categoria, forte dei 36 punti di vantaggio sul diretto inseguitore Miguel Oliveira su KTM.

Tutti svegli, allora, nella notte italiana per assistere alle gesta dei nostri portacolori, e che lo spettacolo “faccia da padrone”.

 

 

 

 

 

 

 

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