L’uomo contemporaneo e le diverse visioni della vita amorosa

Per quanto, sin dai tempi dei tempi, l’educazione mondiale voglia le donne un passo indietro rispetto all’uomo, nella realtà dei fatti non è cosi, ecco perchè andiamo ad analizzare l’uomo contemporaneo e le diverse visioni della vita amorosa.

Se il sesso maschile, prima dei quarant’anni, e allegro compagno di giochi di Peter Pan subito dopo aver spento le tanto attese candeline, che decretano ufficialmente l’ingresso nell’età adulta, diventa incomprensibile.

Cosa succede nella testa degli uomini col passare degli anni?

Fermo restando che per loro natura vedono i legami come prigioni dalle quali tenersi alla larga succede, però, ad un certo momento che inizino a preoccuparsi del tempo che passa; ecco allora che si immergono in storie improbabili con donne che in situazioni normali non guarderebbero neppure se fossero le ultime sulla terra, ma evidentemente il loro cervello elabora “visioni futuristiche” incomprensibili alla specie femminile la quale, portatrice sana per volontà di madre natura di visioni altamente realistiche dettate dalla supplementare presenza, pari all’11%  , di neuroni, resta basita e senza parole col perenne dubbio che davanti ai propri occhi si stia svolgendo una “candid camera”.

Sarebbero da indagare  le ragioni per le quali  gli uomini arrivino a decidere che la scelta di una donna, che con loro non c’entra nulla né come stile di vita condotto e neppure come forma mentis, da un certo momento in poi risulti essere la loro “ultima spiaggia”.

Eccoli a passeggiare per le vie della città tenendosi “a manina” con una lei dalle connotazioni fisiche e caratteriali che fino al giorno prima denunciavano apertamente agli amici come “incompatibili anche solo idealmente”.

È in questa situazione paradossale che iniziano a farsi trattare da sciocchi, o sarebbe meglio dire da stupidi, usando atteggiamenti che neppure i bambini più discoli userebbero.

Di colpo diventano incapaci di fare tutte quelle cose che mentre vivevano, all’interno dei 39 anni, da single a casa facevano, come ad esempio preparare un caffè; insomma tornano indietro mentalmente.

Ecco quindi la nostra coppia tipo; lei super innamorata e super felice.

Lui adagiato sugli allori che si gode il privilegio d’essere servito e riverito.

Tutto questo fino a quando, passato l’entusiasmo iniziale, si ritrovano a guardarsi l’un l’altro, pregi ma sopra tutto, difetti.

Ed ecco le prime gaffes sinonimo di poca considerazione reciproca dove lui parlando con gli amici puntualizza quanto presto sia passato il tempo in cui andava per locali sfarfallando senza pensiero.

Lei che confida alle amiche del cuore quanto sia differente la visione della coppia adesso rispetto a soli dieci anni prima, motivo per il quale sarebbero graditi più sostanza e sentimento non fosse altro perché si è deciso insieme di “dividere il piano spese mensile”.

Ma per noi donne il peggio deve ancora arrivare.

Compleanno dei 50 anni di Lui.

Il “grande bilancio” della vita concede una visione di “vecchio” quando forse sarebbe meglio definirsi “abbastanza maturo”, ecco che inizia a guardare le rughe e a vantarsi di fatti mai avvenuti esattamente come vengono narrati.

Questa è l’età in cui iniziano a pensare ai figli che prima non hanno mai voluto perché crogiolandosi nella loro natura di uomini piacenti hanno sempre pensato che avrebbero vissuti da soli, liberi e belli.

Peccato però che adesso stare da soli pesa e mentre prima lo stare al cellulare di sera a chattare con gli amici o con le nuove conquiste fosse in alcuni casi divertente ed in altri consolante, secondo il vecchio detto popolare del “mal comune mezzo gaudio”, adesso è deprimente a tal punto che i social diventano davvero un mezzo molto usato per comunicare o per crearsi in testa l’idea che qualcuno faccia loro compagnia e quindi  passano ore spulciando profili e commentando foto di donne mai incontrate di persona, ma che seguite con attenzione nell’idea che la vita di quest’ultime sia anche la loro.

Ma quando la storia si conclude?

Ecco che si tirano le somme.

Solitamente l’uomo si dichiara distrutto e logorato da una relazione dove, in modo iniquo, ha dato tutto e lei, mostro ammaliatore venuto fuori da qualche fiaba dei fratelli Grimm, lo ha torturato e privato della forza per reagire.

Con questa descrizione dei fatti, lui, inizia lo stesso tram tram di quando era single, ma con la differenza che nella sua testa si sta riprendendo da un “grande amore” sfociato poi in dolore profondo misto a delusione.

E lei?

Dopo un sano momento di pianto fatto perché almeno così ci si libera totalmente dell’amaro lasciato dal trascorso amoroso, riprende la sua vita in pieno, a volte con alti e bassi perché, poco ma sicuro, per noi donne il sentimento è prima di tutto e dal momento che noi le fiabe le vogliamo davvero, anche la nostra “Lei “combatte contro la consapevolezza che quel lieto fine che tanto sarebbe stato gradito non si è realizzato, ma sicura che la scelta fatta sia quella migliore.

Donne diciamocelo, se stare insieme ad un uomo deve fare male allora meglio stare da sole almeno così prima o dopo il dolore passa.

Evviva l’amore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *