Vivrò per sempre Patrizia Ferrante
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L’amore vero vive per sempre nel romanzo di Patrizia Ferrante

In una società in cui le storie d’amore viaggiano sui post e terminano alla velocità di un click, un libro che parla di una semplice storia tra due innamorati ha la forza di incantare e stupire.

Stupisce soprattutto la generosità con cui l’autrice Patrizia Ferrante si dona ai lettori, non serbando nulla di quel che è stato – «ed è ancora!», sono certa che mi correggerebbe Patrizia – l’amore della sua vita.

Sì, perché “Vivrò per sempre” (ed. Il Torchio) si ispira ad una storia vera. Non solo. La storia narra di un amore, anch’esso, vero.

Patrizia Ferrante è un’insegnante di Rovigo con l’hobby della scrittura che il 16 dicembre 2016, come lei stessa racconta nella prefazione al romanzo, ha iniziato a scrivere per rompere il silenzio del lutto dato dalla perdita del marito Ermanno Milani. Quando si è fermata aveva appena scritto il suo primo libro. Ne parla volentieri Patrizia e spiega anche perché abbia scelto quel titolo che inneggia alla vita e stride con la tristezza che inevitabilmente assale tutti noi quando perdiamo una persona amata: la morte non esiste. È un’affermazione forte, di cui si comprende il significato, pagina dopo pagina, leggendo “Vivrò per sempre”.

Patrizia Ferrante

L’autrice fa una scelta coraggiosa nell’aprire le porte della sua casa e mostrarci tutto ciò che è accaduto nelle sue stanze, compresa la camera da letto. Eppure non ne siamo turbati, perché da subito si comprende che quello di Viola, la protagonista del libro, è un amore puro, condiviso in ogni suo aspetto con Riccardo, l’uomo che non smette di descrivere con gli occhi entusiasti di una giovane ragazza innamorata.

La storia di Viola e Riccardo e di altri personaggi con una precisa identità – come quello di don Mario – si inserisce in una storia più grande che deve ispirare e dare forza a molte donne alle prese con il dolore di una perdita così importante. L’elaborazione del lutto è un’operazione delicata che richiede tempo e molto altro di non ben definito, poiché non esiste un modo preciso di compierla, ciascuno di noi deve trovare il proprio modo.

La scrittura può aiutare? Patrizia ci insegna di sì e spera di emozionarci con il suo libro che di emozioni a lei ne sta portando tante.

La partecipazione al Salone internazionale del libro di Torino l’ha fatta debuttare ufficialmente al fianco di grandi nomi della letteratura contemporanea. Inoltre, una poesia inserita nel suo romanzo è stata selezionata dal concorso CET Scuola Autori di Mogol e rientrerà nell’antologia del premio commentata dallo stesso Mogol.

È una storia di speranza quella personale di Patrizia, così come quella da lei raccontata con semplicità e passione in modo fluido e scorrevole, senza trascurare di inserire anche spunti di riflessione attraverso citazioni filosofiche e teologiche.

Il ricavato del libro sarà devoluto dall’autrice a favore della ricerca contro il cancro per continuare a fare del bene nel nome dell’amore che ha saputo far vivere per sempre attraverso le pagine del suo libro.

Editor Claudia Vigato

Patrizia Ferrante

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