In 10 secondi il significato delle etichette dei vini

Tutto può accadere in 10 secondi.

Questo è generalmente il tempo che un individuo ci mette a scegliere un prodotto

Durante una tavola rotonda di degustazione, ad un certo punto abbiamo cominciato a fare delle riflessioni sui vini, sui metodi di vinificazione, sulle annate, sui terroir ma la riflessione che maggiormente ha interessato tutti, sulla quale ci siamo soffermati a fare delle considerazioni, è stata quella che si riferiva alle etichette.

Sicuramente non è un argomento semplice da affrontare perché è un “business dentro al business”.

Un mercato fatto per attrarre il cliente finale verso una bottiglia specifica o per aumentarne il valore.

Dietro a questo micro mondo ci sono studi di grafica, di marketing e comportamentali che proveremo ad analizzare entrando in punta di piedi ed in maniera non specialistica ma, con un’ottica da appassionati e tenendo la discussione aperta, rispondendo a delle domande che ci sono venute in mente e che sono state ritenute interessanti da analizzare nelle prossime righe.

La prima domanda che, credo, possa essere frequente quando ci si trovi in enoteca o davanti ad uno scaffale stracolmo di vini, vedi la grande distribuzione, è stata questa: sappiamo che ogni nazione ha la propria normativa sull’etichettatura ma, quali sono le informazioni che devono essere sempre riportate in un’etichetta?

Partiamo col dirvi che l’etichetta è la carta d’identità di un vino e vi devono essere riportate: la menzione del vino, il nome e la ragione sociale dell’azienda, il nome del vino sia questo legato al nome reale del prodotto che derivante da un’ “astrazione personale” del produttore, il comune di appartenenza, il grado alcolometrico, il nome dello stato ad esempio Italia per noi, il quantitativo di vino presente in bottiglia, il lotto di appartenenza e non per ultimo la classificazione, che nel nostro caso può essere DOC o DOCG.

Entrando più nello specifico ci siamo domandati come può un prodotto spiccare in mezzo a centinaia di bottiglie, restringere il campo di scelta e prevalere sugli altri competitors?

In questo caso la sfida si presenta molto impegnativa, generalmente si gioca tutto sullo spazio di un 10×10 ossia, l’etichetta.

Questo spazio, generalmente, serve anche ad attirare l’attenzione del potenziale acquirente attraendolo con una grafica accattivante, magari con una texture ad effetto, mettendo qualche dettaglio dell’etichetta in rilievo o semplicemente mettendo delle lamine colorate che possono condurre la mente all’idea di qualche tipologia di frutto.

Ad esempio il rosso comunica presenza aromatica di frutti rossi, il giallo di frutti esotici, il verde riconduce a dei sentori vegetali, mentre il dorato può fare pensare ad una bottiglia di pregio e all’eleganza.

Discorsi differenti valgono per i vini blasonati come possono essere gli Champagne, i Franciacorta, i Baroli o i Brunelli dove la zona di produzione ha già superato “l’ostacolo dello scaffale”.

In questi casi abbiamo dei brand già forti e di conseguenza ben affermati nel mercato.

 

Un’altra domanda a questo punto è sorta spontaneamente, come fanno le aziende ad alzare il prezzo del prodotto?

Le tecniche che si possono utilizzare sono svariate e possono dipendere dal tipo di forma della bottiglia, dall’anniversario della casa vinicola o del fondatore, da un’annata particolare, da una ricorrenza, oppure dall’utilizzo della cassetta in legno o di alluminio spesso utilizzate, oltre che per protezione, per dare maggiore lustro.

Tutte occasioni e ricorrenze studiate per far sì che l’appassionato possa vantare un prodotto di selezione nella propria cantina.

Come avete visto ancor prima di aprire una bottiglia e bere del buon vino intervengono tanti fattori che possono far prediligere un’etichetta rispetto ad un’altra in maniera volontaria o involontaria perché, anche nel mondo del vino nulla viene lasciato al caso.

Concludo dicendovi che anche questo settore è molto competitivo, vedi le innumerevoli etichette che sono in commercio, le aziende vinicole non solo si preoccupano del prodotto vino con il loro lavoro in vigna ed in cantina ma, anche di come presentarlo sullo scaffale.

Corrado De Marchi sommelier

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *