Cucina

Il Borgo dove il tempo si è fermato

La Cantina di cui andremo a parlare oggi si trova alle porte del borgo medievale di Soave dove il tempo sembra essersi fermato.

Nasce a fine ottocento come cantina sociale di Soave dall’unione di 10 piccoli produttori che con il passare del tempo aumentarono fino ad arrivare, ai giorni nostri, con circa 2200 soci coprendo più di 6000 ettari di terreno vitato che si sviluppa nella zona di Soave dei monti Lessini e della Valpolicella orientale.

Ad oggi quest’azienda, solo per citare le denominazioni principali, gestisce il 49% della Valpolicella DOC, il 48% del Soave DOC, il 43% del Soave Classico DOC ed il 70 % del Lessini Durello DOC, numeri veramente importanti.

Perfettamente integrata nel contesto medievale, situata proprio al centro di questo piccolo borgo tra i più antichi di Soave, la Cantina di Rocca Sveva è un perfetto connubio tra moderna innovazione e passato.

Rocca Sveva dispone, inoltre, di un ricco wine shop, di un’ampia sala congressi, di un’area eventi e di un meraviglioso giardino botanico sulla collina situata difronte all’azienda.

Il giardino conta più di 150 specie arboree catalogate che si possono osservare lungo il sentiero che porta in vetta alla collina.

Arrivato in cima, la prima impressione è di una pace senza tempo.

Volgendo lo sguardo verso il paesaggio mozzafiato, che si presenta innanzi a noi, fatto di montagne e, mano a mano che ti avvicini, di terreni sconfinati pieni di vigne a perdita d’occhio.

Subito a ridosso della collina l’intera cinta muraria che abbraccia la cittadella medioevale.

Oltre a questa veduta sulla collina l’azienda presenta un vigneto sperimentale dove vengono condotte delle ricerche sulle uve locali, perché Rocca Sveva è sempre attenta ai dettagli ed al rinnovamento.

Tutta questa attenzione sulla location e riportata anche sui loro vini.

Il personale dedicato all’accoglienza in azienda è giovane, dinamico, professionale è molto disponibile.

La zona della cantina è un luogo sempre molto accattivante che incuriosisce costantemente gli eno appassionati, è il vero cuore pulsante dell’azienda, senza la quale non si potrebbero avere questi gradevoli prodotti.

Scavata nella roccia sotto la collina invoglia ad intraprendere un cammino in questo micro mondo fatto di enormi botti di rovere di slavonia, file quasi interminabili di barrique dove i vini riposano per diversi anni prima di essere imbottigliati e quindi rivedere la luce.

In questo percorso, il personale è molto abile nel trasmettere, con passione, la propria conoscenza della storia dell’azienda.

Proseguendo nella visita si arriva in un corridoio lungo il quale ci si imbatte in una serie di foto storiche che raccontano l’azienda dei primi anni del ‘900.

Usciti da questa “galleria di racconti passati”, si arriva nella Sala del Volto, un grande salone, sempre sotterraneo, dove si trovano le bottiglie di vecchie annate messe a riposare ben accatastate. Dall’altra parte le tavolate che si possono utilizzare sia per feste che per le degustazioni di gruppo.

Prima di concludere il viaggio nella cantina di produzione, ci si imbatte nell’ultima sala dove passato, presente, e futuro di Rocca Sveva sono ben evidenziati dalle bottiglie più rappresentative dell’azienda.

Ancora, nella sala si trova un percorso didattico sui vari terreni che identificano i diversi possedimenti dei soci consorziati tra la zona del Durello, del Soave e della Valpolicella.

Per la degustazione si è scelto di assaggiare il Lessini Durello DOC Settecento33, 100% uva Durella.

Piacevole ed elegante con bollicina fine, al naso è minerale, con sentori di mela e di piccoli fiori bianchi.

Al palato entra fresco, minerale, ottimo da accompagnare d’estate ad una frittura.

Il secondo vino, Soave Classico Superiore DOCG, 100% uva Garganega.

Il colore giallo paglierino carico, la nota minerale si riscontra anche in questo vino che si sposa perfettamente agli aromi di pera e mela, accompagnato da una buona morbidezza.

Per l’abbinamento si può pensare ad un risotto con gli asparagi oppure ad un piatto a base di pesce fresco con contorno di zucchine.

Come terzo, ed ultimo, vino non poteva mancare il Re indiscusso della Valpolicella, l’Amarone Riserva DOCG.

Ottenuto da un appassimento di 3 mesi da uve di Corvina, Molinara e Rondinella ha un colore rubino intenso.

All’olfatto si presenta con uno stile classico con profumi di amarena sotto spirito, note speziate, un po’ pepate.

Al palato entra pieno, vellutato, morbido e persistente e si riscontra quello che si sentiva al naso aggiungendo anche una nota cioccolatosa.

Mentre lo degusti le note dell’appassimento saltano fuori avvolgendo il cavo orale rendendo la bevuta gradevole.

Il tannino risulta ben levigato e integrato nel prodotto.

Un vino che si può abbinare ad un piatto di polenta e selvaggina ad una gustosa pasta e fagioli.

Questa visita alla fine è stata una piacevole scoperta che mi sento di consigliare non solo agli appassionati ma anche per chi è neofita e vuole muovere i primi passi nel mondo del vino, ma soprattutto agli amanti delle gite fuori porta.

by Corrado De Marchi sommelier

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