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Guardare fuori con Federico Stragà

Federico Stragà, bellunese classe 1972, è stato una delle rivelazioni a cavallo degli anni 2000, chi non ricorda il tormentone “L’astronauta”? Da allora Stragà ha mantenuto ed alimentato una longeva carriera che vanta alcuni Festival di Sanremo, vari singoli di successo e tantissimi concerti dal vivo.

A quasi vent’anni di carriera, esce un nuovo disco intitolato “Guardare fuori” in cui l’artista si mette in gioco completamente scrivendo di persona tutti i brani dell’album.

Dal singolo l’Astronauta, tormentone di qualche anno fa ma che continua a rimanere vivo nei ricordi di un’intera generazione, ad oggi, cosa è cambiato in te e cosa nel tuo pubblico?

La mia vita è cambiata, ho una figlia di 15 anni, vivo a Bologna da parecchi anni, ma io non credo di essere cambiato più di tanto. Credo invece che sia cambiato il modo di vivere la musica sia per chi la “ascolta” sia per chi la fa. In generale, oggi ha sicuramente un posto meno centrale rispetto al passato.

Le nuove canzoni denotano una profonditàà ed unintensità maggiori rispetto all’allegra spensieratezza che trapelava a cavallo del 2000. Che significato ha per te guardare il mondo con gli occhi di un bambino”? E’ forse la ricerca di una magia che si è fiaccata nella vita adulta fitta di difficoltà e di salite faticose come quella che ironicamente hai cercato di compiere in bicicletta nel video Debole”?

Delle canzoni dei miei dischi precedenti ero spesso solamente interprete e quindi credo sia naturale la differenza rispetto al passato. “Guardare fuori” è infatti il primo album in cui sono autore di tutti i brani. Per scriverli, ho cercato di usare al minimo la razionalità e di afferrare, quando arrivava, l’ispirazione. Forse questo processo implica proprio eliminare filtri e muri costruiti nel tempo, per tornare a guardare le cose con gli occhi di bambino…

Con il singolo Ho esaurito la paura” hai avviato un’interessante collaborazione con il progetto solidale ‘Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini. Un paese ci vuole’’. Com’è nata l’idea di associare il brano al terremoto dell’Aquila? di cui, pochi giorni fa, si è tenuto il decennale dal tragico evento.

L’idea è venuta pensando al video. Ho deciso di sottolineare il senso della canzone ambientandolo in quei luoghi dove ogni immagine aiuta a ricordare quel dramma. Il caso ha voluto che l’idea venisse proprio il 6 aprile, a nove anni esatti di distanza dal terremoto dell’Aquila. Ho chiesto all’amica Marzia Masiello che proviene da quelle zone, di darmi una mano nell’organizzazione ed è nata così la collaborazione con AiBi di cui lei fa parte.

Guardare fuori” è il tuo ultimo singolo che dà anche il titolo all’album uscito di recente; un album importante perché completamente cantautorale. Quando hai iniziato a sentire l’esigenza di scrivere?

Nel 2001 ho iniziato ad appassionarmi allo swing e a Frank Sinatra in particolare. Nel corso degli anni questa passione è cresciuta al punto che per parecchio tempo ho ascoltato e cantato solo quelle canzoni. Nel 2013 ho ricominciato a scrivere con un approccio diverso. Ho scoperto che per me la costanza è fondamentale per innescare quel meccanismo che di giorno in giorno stimola e alimenta la passione fino a trasformarla anche in necessità.

In un’intervista hai affermato che solamente guardando fuori” si possa scoprire se stessi e ritrovare quel senso di appartenenza nella consapevolezza di essere parte di un tutto. Questo desiderio di universalità, di far parte di un disegno superiore, coincide un po’ con la ricerca del sacro e di valori diversi da quelli imposti dalla società conformista?

Nel corso degli anni, vedendo i disastri che sempre più spesso ci colpiscono, come il recente evento nei boschi della mia terra bellunese, ho maturato una sempre maggiore attenzione all’ambiente e un crescente senso di responsabilità per quello che lasceremo ai nostri figli. Attualmente è questo che mi fa sentire parte di un tutto che è ancora meraviglioso e che con le piccole azioni quotidiane vorrei difendere.

Qual’è il confine tra quello che racconti nelle canzoni e la tua vita vera? se si può dire

Tra le canzoni di “guardare fuori” e la mia vita quotidiana non c’è confine. Ho spaziato dai ricordi di bambino fino al presente, raccontando qualcosa di vero.

E per concludere, progetti futuri?

Sto lavorando a nuove canzoni ma senza darmi delle scadenze. Intanto penso a suonare dal vivo. Nell’immediato, oltre ai concerti dove canto il mio repertorio, ci sono in vista delle date che mi vedono parte di uno spettacolo intitolato “Lucio e Lucio”, omaggio a Lucio Battisti e Lucio Dalla. Io interpreto alcune canzoni di Dalla.

by Olivia Spatola

 

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