farina di grilli

Farina di grilli: arriva l’ok dell’UE

Scopriamo insieme che cosa ci offre la farina di grilli!

Chi l’avrebbe mai detto che un giorno ci saremmo trovati a tavola per consumare alimenti preparati a base di farina di grilli? Ebbene sì, a partire dal 26 gennaio 2023 l’Unione Europea ha dato il via libera alla commercializzazione della farina parzialmente sgrassata di Acheta Domestiche ovvero grillo domestico. Il regolamento prevede che si possono utilizzare le larve di questo insetto congelate, in pasta, essiccate e in polvere; vi ricordiamo che già nel marzo 2022 questi prodotti avevano già ottenuto l’autorizzazione ed ora tocca proprio alla farina.

Le proprietà della farina di grilli

Oramai si sente parlare spesso della cucina con gli insetti come la cucina del futuro, ma sono tanti a storcere il naso davanti a queste novità. La nostra dieta Mediterranea, in un certo senso, è sicuramente più invitante, ma scopriamo insieme alcuni dettagli circa le proprietà di questo prodotto e perché potrebbe essere interessante testare almeno una volta un prodotto fatto con la farina di grilli.

Come saprete bene già le popolazioni asiatiche sono solite consumare insetti di questo genere e, quindi, nonostante ci possa stupire la cosa, in realtà non è così strana. La farina di grilli – ottenuta dalla macinatura delle larve di grilli – è sicura per la nostra salute: a sostenerlo è il professore Agostino Macrì, direttore del Dipartimento di Sanità Alimentare dell’Istituto Superiore di Sanità e consulente per la sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori.

Da quello che si legge anche sul portale della Fondazioni Veronesi, la farina di grilli è ricca di proteine e si può sfruttare per la preparazione di tanti prodotti come biscotti, dolci, pasta e pane.

L’unico problema che si può presentare per la salute dell’uomo riguarda la presenza di chitina: questa proteina che si trova nel carapace dei grilli potrebbe scaturire delle allergie nei soggetti predisposti. L’allergia si manifesta sotto forma di eritema cutaneo nei casi meno gravi e nello shock anafilattico in quelli più reattivi, proprio come avviene per gli arachidi e crostacei.

Al momento, però, non esistono ancora studi sufficienti che decretano i benefici nutrizionali del novel food, quindi bisognerà ancora attendere!