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Enrico Lando, “il racconto di una vita da regista”

Un modo di vedere la vita e l’arte che ci viene raccontato da colui che delle esperienze all’estero ne ha fatto una base per costruire una professione da sempre molto amata.

Enrico Lando, regista che vede il suo esordio in Inghilterra, diventando popolare con un format dedicato alla promozione di giovani artisti del mondo musicale che attraverso “una possibilità” sono riusciti a costruire la loro carriera.

Tornato in Italia si dedica alla televisione come autore e regista e alla realizzazione di documentari che gli valgono il “Premio Internazionale del reportage e documentario” al festival del Mediterraneo di Marsiglia.

I Soliti Idioti, una delle sue creazioni televisive più conosciute, lo porta al debutto cinematografico che avviene nel 2011 con la pellicola omonima.

Il regista Lando lo incontriamo all’alba dell’uscita del suo quinto lungometraggio, una delle pellicole tra le più attese nelle sale italiane del 2019, per poter godere, con gli occhi, del lavoro del primo film da solista di Aldo Baglio (Aldo, Giovanni e Giacomo), che ha voluto affidare ad Enrico la regia. Nel film ci saranno numerosi camei tra cui quello di Angela Finocchiaro in un ruolo molto singolare.

           

Enrico, tra Inghilterra e Italia ci sono delle differenze. Loro vedono il cinema italiano di valore o troppo superficiale?

In Inghilterra vedono il nostro cinema come un prodotto di qualità pur sapendo che il settore soffre la crisi. Abbiamo la fortuna di avere un cinema importante grazie ai grandi registi del passato, quando il cinema italiano era esportato e apprezzato in tutto il mondo. Non occorre studiare cinema per conoscere Fellini, Antognoni, Visconti o Rossellini. Grazie a loro il nostro cinema è ancora molto rispettato dagli autori internazionali anche se, negli ultimi anni, sono in pochi i film che escono dai confini nazionali.

Il paragone per questa “doppia vita” lavorativa, le cose più brutte e le cose più belle

Mi sono formato a Londra, ho fatto una dura gavetta però ammetto che li ho avuto l’occasione d’imparare a lavorare con un approccio più inglese, dove la professionalità dell’individuo e il talento vengono rispettati di più. Questo è purtroppo un grave difetto del nostro paese. L’Inghilterra ti dà stimoli creativi continui ed è evidente che le idee concepite lì trovano spazio in Italia solo dopo molto tempo.

Quando ti hanno dato la notizia che il tuo programma sarebbe stato trasmesso sugli schermi di Piccadilly Circus per sei mesi, qual è stata la prima sensazione?

All’epoca ricordo che MTV trasmetteva solo i primi quaranta brani delle classiche musicali, ma la vera domanda per me era: ma oltre ai primi quaranta brani ci sarà qualche altro che merita d’essere ascoltato? Inoltre, avranno un video all’altezza degli standard televisivi?

Così ha preso forma il mio programma, in pratica una specie di primitiva youtube dove artisti fuori dalle classifiche di tutto il mondo che non venivano distribuiti in Inghilterra avevano la possibilità di farsi conoscere. Il programma ha avuto un successo così grande che ero diventato il talent scout di riferimento dell’industria discografica inglese. Quando mi hanno detto che avrebbero proiettato lo show sugli schermi di Piccadilly 24 ore su 24, pensavo fosse uno scherzo.

Questo ultimo lavoro vede Aldo Baglio come protagonista. Com’è stato lavorare con lui?

Devo dire che con Aldo mi sono trovato benissimo. Era il suo primo film da solista, senza il trio, per cui c’è stato inizialmente un po’ di timore. Era importante fare un buon lavoro ed era la prima volta che lavorava con me. Si è creato un grande rapporto di fiducia tra di noi. Io cercavo di coinvolgerlo il più possibile nelle scelte creative per assecondare la sua sensibilità artistica. Ne è venuto fuori un film che forse molti non si aspettano. E’ ovviamente una commedia, e si ride molto, ma ci sono anche sfumature tragicomiche inserite in un contesto sociale europeo molto contemporaneo. Aldo è bravissimo e sorprendente ricordando, a volte, attori delle vecchie commedie all’italiana.

Il film vanta un cast internazionale

Si, nel film c’è un cast internazionale per cui abbiamo cercato alcuni attori all’estero, soprattutto in Francia. Abbiamo trovato degli attori straordinari, alcuni li avevo già visti in altri lavori come Jacky Ido che faceva parte del cast di Bastardi Senza Gloria di Tarantino. Era bellissimo veder recitare gli attori stranieri in lingua. Mi sembrava di dirigere un film straniero. Magari un giorno capiterà anche a me.

Il titolo?

Scappo a Casa e sarà nelle sale a febbraio.

 

edit by Mariangela Bonaparte

 

 

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