Editoriale

Editoriale – novembre 2020

Non conoscere i fatti storici comporta una lettura errata dei fatti attuali.

Letta così sembra quasi una frase a caso, detta durante una qualsiasi ora di storia a scuola, ma in realtà nasconde un forte significato.

Durante i lunghi giorni mentre si aspettava di sapere se avrebbe vinto J. Biden oppure D. Trump i social sono stati accesi dai dibattiti tra utenti dove alcuni cercavano il confronto mentre altri lo scontro.

Quello che, però, è maggiormente saltato all’occhio è stato capire come molti degli “urlatori del web” abbiano preso posizione sulla base di notizie evidentemente non approfondite successe nel corso degli anni antecedenti la presidenza Trump.

Sorvolando sul credo politico la cosa che maggiormente sconvolge è notare come la libertà d’espressione, che i social concedono, venga usata, malamente, come mezzo per aggredire e in alcuni casi denigrare persone “incontrate” per caso sotto ad un post.

La domanda a questo punto è veramente necessaria, siamo una società sviluppata e civile?

All’apparenza sembrerebbe di si

Peccato sia solo l’apparenza.

Purtroppo sempre di più i social vengono usati per sfogare le proprie frustrazioni e grazie alle diverse possibilità, apparenti, di celare la propria identità queste piattaforme, nate per avvicinare e riavvicinare le persone anche solo virtualmente, vengono usate erroneamente come mezzo per aggredire e vomitare dentro la propria rabbia o tristezza nei confronti di una vita personale che, evidentemente, non viene ritenuta appagante dimostrando compiacimento per eventuali sciagure successe nelle vite di terze, sconosciute, persone.

Continuando così come diventerà il mondo?

Questa è una bella domanda, la stessa che mi ponevo da bambina anche se con riflessioni differenti.

La risposta?

Dipende; se ci affidiamo a delle valutazioni basandoci sui fatti attuali c’è da preoccuparsi perché a lungo, così facendo, passerà il messaggio che chiunque possa distruggere, almeno mezzo scrittura, il prossimo solo perché differente nel modo di pensare ma, ecco un “ma” importante, se guardiamo alla storia possiamo trarre un insegnamento significativo.

I cattivi, nel corso del tempo, sono caduti per non rialzarsi grazie a quella parte di persone che hanno sempre creduto che dove l’arroganza e l’ignoranza urlano l’intelligenza taccia ed agisca.

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