Editoriale – novembre 2019

Novembre è arrivato e insieme al freddo porta delle riflessioni su alcuni atteggiamenti, mascherati, dalla tanto bramata Sincerità nei rapporti.

Qualche anno fa una canzone di Arisa diceva “sincerità, un elemento imprescindibile, per una relazione stabile, che punti all’eternità”

Leggendolo sembra quasi il pensiero che quotidianamente si fa sia in ambito lavorativo che sentimentale.

Certo, per chi libera/o e bella/o in cerca di una compagnia spinti dal forte entusiasmo della volontà di “avere” ci si ritrova a dirsi “sinceramente” che questo è quello che si cerca.

Lo stesso vale in ambito lavorativo dove ci si racconta “sinceramente” che si farà del proprio meglio, senza dimenticare che i risultati trimestrali valgono più di mille parole.

Ora, però, credo sia da fare una riflessione.  

Se è vero che in campo amoroso “al cuor non si comanda”, motivo per il quale quando un sentimento non è più vivo è giusto separarsi, vero è anche che in ambito lavorativo se manca la sincerità è meglio non intraprendere strade comuni ma, allora, perché in entrambi i casi c’è sempre paura dei tradimenti?

Sincerità è una parola quotidianamente usata, a volte abusata e spesso non collegata alla realtà delle cose un po’ come questo mese di novembre che, iniziando con una festività ci permette di intravedere quelle che saranno le feste prossime più sentite dell’anno ma, in realtà, porta con se 30 giorni di normale tram tram lavorativo.

Con la Sincerità viaggia di pari passo anche la Coerenza. Infatti se ci proclamiamo sinceri nel dare un certo messaggio oppure nel fare delle promesse la logica conseguenza dovrebbe essere anche l’esecuzione di quanto detto.

Purtroppo, però, questo non sempre si rende cosa possibile e allora ecco arrivare un cumulo di correzioni sia in campo affettivo dove, con molta “sincerità” l’esternare quanto l’altro sia di valore da “meritare di meglio” permette di farla franca che, in campo lavorativo dove, generalmente, con una formale e-mail si dichiara “sinceramente” quanto il ricevente non abbia compreso.

Allora quale buon proposito fare in questo freddo novembre?

Credo che la cosa migliore sarebbe avere più coraggio e dire veramente ciò che si pensa comunque vadano le cose ma, questo comporterebbe rinunciare alla “sincerità”

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