Editoriale

Editoriale – febbraio 2020

Per me febbraio è il mese dei nuovi incontri, delle serie valutazioni e delle decisioni importanti. A tal proposito vorrei fare insieme a te una piccola e semplice riflessione che non ha la pretesa di essere tecnicamente espressa ma solo di fornire uno spunto per capirci maggiormente.

Credo che ognuno di noi abbia dovuto, almeno una volta nella vita, schierarsi o comunque dover decidere quale fosse la strada migliore da percorrere.

A volte perché costretti da “un fatto”, a volte perché presi in causa da terze persone.

La cosa comune, però, in tutto questo è l’idea che inevitabilmente le nostre scelte, le nostre decisioni vadano a colpire anche altre persone che quotidianamente condividono la vita con noi.

Generalmente, seguendo i migliori consigli, per arrivare ad una degna decisione, che valga davvero per noi, dovremmo fare un bilancio delle cose che ci danno vantaggio eliminando quelle che, spesso apparentemente, sembrano sconvenienti.

Ma davvero nella vita tutto si riduce ad un semplice bilancio dei benefici e degli svantaggi?

Secondo gli esperti nel momento di fare una scelta veniamo fuorviati dalle emozioni del momento e da preconcetti che diamo per verità assolute perdendo di vista quello che invece dovrebbe essere realmente misurato per una corretta valutazione.

A volte a causa di idee che nella nostra testa rispondono a verità indiscutibili valutiamo e scegliamo senza pensare che, volenti o dolenti, noi viviamo ogni giorno con altre persone siano questi colleghi di lavoro, siano questi il nostro compagno/a o la nostra famiglia e nel momento di decidere se qualcosa o qualcuno è da sacrificare siamo portati a fare una scelta che non ci coinvolga “personalmente”.

Una precisazione è dovuta; quando parliamo di “persone a noi vicine” non necessariamente il riferimento si ferma ai nostri affetti, con questo termine intendiamo anche coloro che possono avere rapporti con noi “a tempo”, vedi gli esempi lavorativi.

Quindi cosa fare?

Banalmente la scelta migliore dovrebbe essere dettata non tanto dalle nozioni tecniche, che possiamo avere come no, quanto dal rispetto verso le persone che vivono insieme a noi quotidianamente valutando quanto, decidendo, possa dare vantaggio a noi ma nuocere, delle volte in modo considerevole, a loro.

Tutta questa semplice esposizione per chiederti, ti piacerebbe essere usato, a tuo discapito, per i vantaggi di altri? Se non lo vuoi tu cosa ti fa credere che gli altri ne siano felici?

Pensaci.

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