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Donne da ritrovare. Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

L’uomo e la donna possono farsi del male a vicenda. Ma, nella maggior parte dei casi, ad avere la meglio tra i due è l’uomo. Per questo capita più di frequente che si debba parlare di violenza contro le donne.

Non c’è solo la violenza fisica ma anche quella psicologica. Ci sono donne che vengono maltrattate, umiliate, picchiate, violentate. E poi ci sono donne che scompaiono. Per loro volontà? Sì, alcune. Ma tutte le altre non abbandonano i loro figli, non lasciano la loro casa, il proprio lavoro, i genitori, gli affetti più cari, una vita intera per proprio desiderio. Le altre vengono fatte sparire.

Così il tema della scomparsa, di per sé drammatico, si intreccia con quello della violenza contro le donne e a dolore si aggiunge dolore. Chi resta infatti si trova sospeso tra speranza e sospetto, ancorato ad un istante in cui tutto è cambiato.

Secondo i dati raccolti a partire dal 1974 dall’Ufficio del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, in Italia sono scomparse 12.777 donne. Quante tra queste sono state fatte sparire? Non lo sappiamo. Di certo tutte sono da ritrovare.

«La scomparsa è un fenomeno difficile da arginare – afferma Stefania Bonduan, vicepresidente dell’associazione Penelope Veneto – poiché può essere determinato da disagio sociale, da una patologia, sino ad arrivare a veri e propri reati come la tratta di persone, lo sfruttamento della prostituzione e l’omicidio, solo per citarne alcuni».

Tuttavia, se un tempo i familiari degli scomparsi si sentivano spesso abbandonati in una lotta che conducevano quasi del tutto da soli, oggi non è più così. Penelope Onlus, l’associazione nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse, presieduta dal 2014 dall’Avv. Antonio Maria La scala, negli anni si è fatta promotrice e sostenitrice di alcune importanti campagne di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni affinché vengano attuate forme di tutela più efficaci in materia di persone scomparse. Tra i maggiori risultati raggiunti vi sono il diritto a denunciare immediatamente la scomparsa di un familiare o di un conoscente e ad ottenere subito l’attivazione delle Autorità competenti. Dal 2016, inoltre, la scomparsa può essere segnalata anche telefonicamente per poi confermarla con denuncia entro le successive 72 ore. Tutto questo consente di ridurre al minimo i tempi di intervento per le ricerche e le indagini.

Guidata dalla presidente Gilda Milani Bianchi, Penelope Veneto collabora con altre realtà associative, tra cui in particolare GENS NOVA, nata nel 2004 in Puglia per volontà dello stesso Avv. La Scala con l’intento di promuovere e diffondere la legalità. GENS NOVA, ci spiega Stefania Bonduan che è anche Consigliere nazionale e referente per Veneto e Friuli di questa associazione, è particolarmente attenta alla tematica della violenza contro le donne e, tra le proprie attività, organizza eventi informativi nei confronti della collettività. Spesso, infatti, esistono diritti e strumenti d’aiuto a nostro favore che non conosciamo. Tutti rifuggiamo dall’idea di essere colpiti dal dramma della scomparsa, ma il problema esiste e l’informazione di tutti è la prima risorsa per aiutare chi viene investito da questo problema. L’associazione oggi fa parte della Commissione Pari Opportunità Intercomunale (P.O.I.) che unisce alcuni comuni del Trevigiano e della provincia di Venezia e opera sul territorio cercando di creare sinergia tra istituzioni, associazioni e persone.

La giornata mondiale contro la violenza sulle donne è un’occasione in più per conoscere il lavoro di tanti volontari come quelli di Penelope e Gens Nova che non solo oggi, ma ogni giorno, combattono al fianco delle donne e, se queste scompaiono, combattono con chi le cerca perché siano ritrovate.

Editor Claudia Vigato

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