Tra settembre e ottobre 2024 sono stati raccolti da Greenpeace Italia 260 campioni di acqua potabile in 235 città di tutte le regioni d’Italia per realizzare la mappa della contaminazione PFAS nelle acque potabili.
Le molecole più diffuse sono risultate nell’ordine il cancerogeno PFAO e di seguito, a catena ultracorta, TFA seguito dal possibile cancerogeno PFOS.
Ad eccezione della regione Valle d’Aosta, ogni regione d’Italia ha rilevato almeno tre campioni positivi a questi composti pericolosissimi.
La maggiore concentrazione viene registrata nelle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, regione già sotto i riflettori a causa di questo problema, Emilia Romagna, Liguria ed ancora nelle regioni Toscana, Sardegna e Umbria.
A partire dal 2026 entrerà in vigore in Italia la direttiva europea 2020/2184 che impone dei limiti normativi alla presenza di questi composti. Questo è un bene perché, come sappiamo, l’Italia ospita alcuni dei casi più gravi di contaminazione presenti all’interno della comunità Europea, parliamo appunto delle due regioni Veneto e Piemonte.
Secondo quanto raccolto dal Greenpeace Italia con la campagna “acque senza veleni” milioni di persone hanno ricevuto nelle loro case acqua contaminata da alcuni di questi PFAS classificati come cancerogeni la cui presenza è considerata inaccettabile in molte nazioni ed infatti confrontando i risultati con i limiti vigenti in altri paesi, dalla raccolta dati di Greenpeace, si evince che il 41% dei campioni analizzati supera ad esempio i parametri Danesi e il 22% supera i riferimenti validi negli Stati Uniti.
Nell’ambito di queste analisi indipendenti, Greenpeace Italia, ha inoltre rilevato la presenza all’interno delle acque potabili italiane del TFA, molecola appartenente ai PFAS più diffuse sul pianeta, della quale nel nostro paese non esistono dati pubblici.
Ma che cos’è questa TFA?
TFA è una sostanza persistente e indistruttibile, oggetto ancora di approfondimenti scientifici, che per le sue caratteristiche non può essere rimossa mediante i comuni trattamenti di potabilizzazione.
Tra i comuni con maggiore presenza di questa molecola abbiamo Castellazzo Bormida (AL) che presenta i valori più elevati, 539,4 nanogrammi per litro, poi Ferrara con 337 nanogrammi per litro, Novara con 372,6 nanogrammi per litro e ancora concentrazioni molto alte sono state rilevate ad Alghero (SS), Sassari, Cagliari, Nuoro, Cuneo e Torino.
Greenpeace Italia ha lanciato una petizione per chiedere al governo di mettere al bando l’uso e la produzione di tutti i PFAS sostituendoli con alternative più sicure già disponibili, quasi nella loro totalità, nel settore industriale. La petizione è stata sottoscritta da 136.000 persone ma non ha trovato ancora alcun riscontro nell’azione di governo.
L’esecutivo italiano, quindi i ministri competenti, continuano a non intervenire sacrificando milioni di persone alla contaminazione da PFAS.

