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Ciao Ciao Cortina, segreti e bugie della Locandiera

Nel cuore delle Dolomiti la kermesse dedicata alla cultura ospita per un momento intriso di leggerezza, gossip ma anche sentimento, una donna che rappresenta la versione moderna delle Locandiere del passato, Elisabetta Dotto.

All’interno di “Una montagna di libri”, manifestazione che da circa dieci anni descrive e lascia raccontare ai diversi scrittori quali sono le loro visioni, diverse a seconda del tipo di settore di appartenenza e/o pensieri rispetto a determinati argomenti, durante il Fashion weekend, Francesco Chiamulera, patron della manifestazione, ha ospitato e presentato ad un curioso ed orgoglioso pubblico di una location d’eccezione, il Museo d’Arte Moderna, il libro della “Locandiera” più conosciuta dagli ampezzani.

“Ciao Ciao Cortina” – Ed. Pendragon – è il racconto, dai toni a volte ironici, di episodi realmente accaduti all’interno della struttura alberghiera “Ambra Cortina Luxury & Fashion Boutique Hotel”.

Il libro, che si presenta nella sua versione bilingue, raccoglie la visione che la Locandiera più glamour di Cortina ha di alcuni ospiti della sua struttura, in alcuni casi provenienti da fuori confine, che passando per un periodo di soggiorno presso l’Hotel “Ambra” portano con loro sprazzi di quotidianità, del tutto personale, all’interno della quale, senza chiedere, coinvolgono l’organico della struttura alberghiera e la stessa Elisabetta Dotto.

Elisabetta, stando sempre attenta a non peccare in fatto di stile ed eleganza, sia che il fatto avvenga in pieno giorno oppure a notte fonda si prodiga per la risoluzione positiva del fatto, qualunque esso sia, affinché i suoi clienti possano ricordare il soggiorno a Cortina come uno dei più sereni delle loro stagioni invernali.

Il libro, pur mantenendo la riservatezza sulle reali identità dei personaggi, ci porta in un mondo fatto di potere, glamour e, in alcuni casi, bugie.

“Ciao Ciao Cortina” ci rimanda all’interno di un microcosmo dove i personaggi, sapientemente descritti dalla penna della Dotto con un giusto mix di dolcezza e ironia, in alcuni passaggi, rivelano inconsapevolmente al pubblico che legge un velo di “malinconia”, non per la stravaganza del fatto raccontato in quanto tale, ma per il messaggio intrinseco che nasconde al suo interno.

L’autrice, che con questo libro può forse dire di aver realizzato il suo sogno di dare vita ad una struttura che sia riferimento e metà internazionale per artisti, manager, poeti e imprenditori, ci delizia con una descrizione del “bien vivre” ampezzano lasciandoci solo una curiosità; riusciremo un giorno a sapere le vere identità dei protagonisti?

 

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