Chef Joao Monteiro, la cucina senza confini

Una cucina senza confini

Americano? non solo, portoghese? Non solo

Lo chef Joao Monteiro possiamo definirlo un cosmopolita per eccellenza che, per alcuni versi come egli stesso ama dire, vive al contrario “iniziando quando gli altri finiscono”

Nato in Portogallo e trapiantato negli Stati Uniti già all’età di sei anni inizia a cimentarsi con quella che possiamo definire la “sfida alla creatività” legata all’arte culinaria.

Dai primi pancakes, che nella loro imperfezione regalavano la soddisfazione dell’essere autonomo, ai piatti strutturati, legati alla maturità lavorativa, passano diversi sentimenti dalla libertà, non tanto nel corpo quanto nella mente che più di altre cose riesce a far superare qualsiasi confine o barriera, ad attimi di incertezza nel futuro che, però, nel loro far tremare il cuore confermano la sicurezza del percorso intrapreso.

Chef Monteiro, quindi, non si ferma alla semplicità del termine “passione” ed assecondando la consapevolezza che ogni paese attraverso la cucina racconta la propria la storia e il proprio modo di vivere, con la certezza che ogni etnia mediante i piatti della propria tradizione culinaria traccia una linea invisibile tra ciò che si era e ciò che il progresso ha portato, decide di farla diventare una professione ufficializzandola, attraverso gli studi, alla scuola alberghiera di Porto (Portogallo).

Al seguito una serie di dovuti stage, perché solo sul campo si riesce a capire quali sono i limiti e come superarli.

Per lo Chef  Monteiro non c’è distinzione in cucina. Attraverso la cura del dettaglio, mediante il sapiente dosaggio degli ingredienti, le sue creazioni diventano il giusto risultato tra gli odori che passano per il naso e si liberano nel palato.

Per il nostro chef il cibo diventa il file rouge che collega e crea sinergia, in primis come team dietro le porte delle cucine dei ristoranti ma anche tra le persone comuni che attraverso, anche, “un semplice piatto di pasta” sciolgono quelle che sono, a volte, delle tensioni mentali che possono impedire il gustarsi dei veri piaceri della vita

Si sa che la tavola è il primo passo per socializzare e allo Chef Monteiro questo assunto basta per coniugare alla realizzazione dei suoi piatti, dove il colore che l’occhio percepisce anticipa un mix di ingredienti, la soddisfazione del piacere altrui basato sulla degustazione di cibi che nel palato si fondono insieme declinando armoniosamente in un piacere che colpisce il corpo e la mente.

Le diverse influenze che caratterizzano la sua cultura e il suo DNA lo portano ad essere oggi uno chef dalle “mille possibilità gastronomiche” che attraverso i diversi metodi di cottura esalta i sapori originali dei cibi portando il degustatore finale all’esaltazione sensoriale.

Ma chef Monteiro non si limita a questo e giocando nei diversi ruoli che la sua professione permette, si divide tra catering, chef personale, corsi di cucina a domicilio e consulente gastronomico.

 

 

 

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