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“Bianco” come Canova

Che colore assegnereste a febbraio? Siamo in piena atmosfera San Valentino, per cui io penso al rosso: Amore, passione, intesa, condivisione.

L’Amore però a volte arriva anche a cavallo di un destriero dal manto bianco, come un cavaliere che con eleganza si avvicina per porgere un delicato bacio sulla mano della donzella corteggiata.

Allora perché non lasciarsi immergere in un’atmosfera d’altri tempi in una “cattedrale” bianca, dalle linee pulite, ma che al suo interno nasconde storie di passioni e cuori infranti?

Ho deciso di portarvi a Possagno, un paesino di circa 2100 abitanti sulla pedemontana trevigiana. In mezzo alla natura lo sguardo viene subito catturato da uno splendido tempio bianco circolare, che si erge imponente in cima ad una collina: è proprio qui dentro che giace la quasi totalità del corpo del grande artista Antonio Canova (il cuore rimane a Venezia, dove si è spento). Attirati come un orso dal miele ci avviciniamo e ci ritroviamo in una piccola piazza con diversi edifici storici, dove troneggia la scritta “Gypsotheca Museo Canova”. Il nome ci riporta già nell’antica Grecia, per spiegarci fin da subito che all’interno c’è una “raccolta di gessi”. Appena entrati scopriamo che non si tratta solo di un museo dedicato al Maestro, bensì anche della sua casa natale al cui interno si trovano ancora il laboratorio, gli attrezzi, gli abiti. Percorrendo le stanze scopriamo che Antonio Canova, nonostante sia universalmente conosciuto per essere il massimo esponendo del Neoclassicismo, era anche un abile pittore.

Usciamo dalla casa e varchiamo una porta che non ci svela nulla dei segreti che cela: veniamo avvolti da un biancore che ancora una volta ci rende orgogliosi della nostra terra. La Gypsotheca ci regala i gessi di Canova, da cui poteva ricavare le statue di marmo che oggi ammiriamo nei principali musei del mondo. Tra queste statue, molte rappresentano divinità greche e così grazie a dei moderni QR Code posti accanto alle opere, rispolveriamo racconti mitici abbandonati in qualche cassetto polveroso della nostra memoria: Ercole e Lica, Venere e Adone, Dedalo e Icaro.

Ci soffermiamo però su un gruppo scultoreo di una raffinata eleganza: Amore e Psiche, una vita d’amore tormentato, ma con un lieto fine. Proprio da quest’ultima opera prende il nome l’evento “Alla tenue luce di Psiche” che anima diverse sere dell’anno, partendo proprio con la serata di San Valentino.

Dopo aver degustato una cena con prodotti tipici, entriamo in gypsotheca rischiarata solo dal chiarore di lanterne, per godere di una visita guidata che ci svela particolari e aneddoti affascinanti.

Un modo per vedere le opere del Maestro con i suoi occhi, quando la sera lavorava per lucidare i marmi o modellare i bozzetti.

Una serata alternativa e dal fascino di altri tempi, che sa stimolare i sensi e farci vivere emozioni che solo l’arte, in tutte le sue innumerevoli forme, sa regalarci.

 

by Tiziana Benincà  Guida Turistica

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