Barbara Currado, gioielli visti al femminile

Barbara Currado, laurea in Bocconi, amante dei numeri e con una spiccata predilezione per la strategia commerciale inizia la sua attività imprenditoriale vent’anni fa suggellandola con la specializzazione in gemmologia. Estroversa, sicura di sé e del suo operato, attenta ai cambiamenti culturali e del mercato possiamo definire Barbara Currado la Gemmologa G.I.A che ha cancellato l’errata idea che lavorare nel mondo del gioiello sia prerogativa maschile

Barbara Currado, laurea in Bocconi, amante dei numeri e con una spiccata predilezione per la strategia commerciale inizia la sua attività imprenditoriale vent’anni fa suggellandola con la specializzazione in gemmologia. Estroversa, sicura di sé e del suo operato, attenta ai cambiamenti culturali e del mercato possiamo definire Barbara Currado la Gemmologa G.I.A che ha cancellato l’errata idea che lavorare nel mondo del gioiello sia prerogativa maschile. L’imprinting dinamico arriva dal padre Gianni Currado, geniale self man, che superando ogni idea comune decise di intraprendere una nuova strada imprenditoriale rivoluzionando l’approccio al mondo dei preziosi. Il settore della gemmologia e della creazione di gioielli è complesso e insidioso richiede competenza preparazione e la capacità di cogliere il dettaglio che distingue un reale valore da un semplice luccichio. In un mondo che forse, a causa di un infondato retaggio culturale, vede l’uomo “capace di riuscire” Barbara Currado si è fatta strada mettendosi in gioco in prima persona, sfatando un falso mito, e accreditandosi, anche agli occhi di top spender stranieri, come imprenditrice esperta nel settore dei preziosi e della gemmologia.
Barbara iniziamo spiegando che non è una “semplice” gemmologa.
Infatti sono imprenditrice in primis cioè non faccio attività di gemmologia di laboratorio, l’analista pura e semplice. La mia è la combinazione di due lavori, imprenditoria applicata alle gemme e alla gioielleria. Sembra scontato ma non tutti i gioiellieri sono anche gemmologi, questo è un binomio particolare che richiede altre competenze oltre alla capacità di vendere.
Come viene percepita nel mondo dei preziosi?

Mi è capitato spesso anche nelle fiere di settore di sentirmi chiedere se veramente sono io che scelgo e acquisto pietre preziose perché il 90% dei colleghi in questo settore sono uomini idem nell’attività di negozio, che ormai faccio da quasi vent’anni, mi è capitato, nei casi di trattativa sul valore o valutazioni tecniche, che il cliente italiano o quello straniero, magari arabo che assolutamente non tratta con le donne, chiedano “del titolare” e innanzi a me, donna, si veda lo sbigottimento perché ci si aspetta una figura maschile.
Ammetto, però, che questo succedeva maggiormente in passato forse adesso, ho 46 anni, l’età lascia intravedere anche l’esperienza.
Quando la passione verso la gemmologia diventa lavoro?
Dopo la laurea in Economia e legislazione per l’impresa all’Università Bocconi e un periodo da consulente fiscale all’interno di una multinazionale molto nota, sono ritornata alla passione per i gioielli e le pietre preziose, così a distanza di un anno dal Master in Gemmologia frequentato a Vicenza, che mi ha permesso di diventare Gemmologa, ho aperto la mia prima boutique in Piazza Armando Diaz a Milano, a due passi dalla più famosa Piazza del Duomo.
La visione che accompagna la figura del gioielliere è ancora oggi particolare, per questo ammetto che l’inizio è stato strong, ma non ho mollato anzi ho iniziato a dare sfogo alla mia creatività e a produrre la mia linea di gioielli e dopo qualche anno è arrivata la boutique di fronte al Duomo.

La sua è una realtà in crescita, qual è il segreto della riuscita?
Non credo che si possa parlare di segreto quanto di predisposizione al contatto umano e attenzione alle esigenze della persona. Come azienda prestiamo un’attenzione maniacale a tutti processi di creazione del gioiello, al marketing, alla vendita, perché anche se la tecnologia è parte integrante della nostra quotidianità, la vendita del gioiello e delle pietre preziose richiede ancora una base di fiducia che si sviluppa con la conoscenza non solo dei collaboratori presenti in negozio ma anche del padrone di casa.
Ogni cliente è una realtà diversa, la donna milanese, per esempio, ricerca l’unicità del gioiello, ama le creazioni di valore ma di design allo stesso tempo Le clienti straniere, le americane per esempio, amano i super classici e non se ne separano mai, anche in viaggio li indossano anche se di gran valore, considerano questi gioielli parte integrante della loro personalità.
Io conosco quasi tutti i miei clienti e ne ricordo le scelte fatte in passato (senza nessun aiuto tecnologico), i miei collaboratori, presenti in boutique, ricordano i dettagli di quelle scelte e questo segna una sostanziale differenza che dà sicurezza e fiducia al cliente. Per noi è importante il rapporto di fiducia che si crea con la singola persona e non la sua capacità di spesa. E’ sempre un piacere e un segnale che sto lavorando nel modo più appropriato quando un cliente ritorna in boutique e mi ringrazia per avergli consigliato il gioiello che veramente sua moglie desiderava e si sa che non è così scontato per un uomo fare la scelta giusta, ma soprattutto riconosce poi nel tempo che quella pietra è diventata anche un investimento che ha acquisito valore. Negli anni sono state tante le pietre vendute che al giorno d’oggi sarebbe impossibile anche solo pensare di riacquistare, sia perché ormai rare e quindi introvabili, sia perché il valore è aumentato oltre ogni previsione. Come posso dire? Alcuni aspetti del mio lavoro hanno un valore assoluto.
La tecnologia sembra procedere a passo spedito nel mondo lavorativo, in futuro cosa cambierà nella sua professione?
Come imprenditrice nel settore dei gioielli credo che l’avvento delle nuove tecnologie e la possibilità di reperire informazioni in modo facile e gratuito ha portato una maggiore consapevolezza in fatto di acquisti da parte del cliente finale. Ovviamente internet non può essere un sostituto nel nostro settore ma sicuramente può essere un ottimo alleato quando si propone al pubblico un prodotto con caratteristiche particolari. Blockchhain e Metaverso credo che presto si interfacceranno con la nostra professione elevandola ed arrivando a toccare quella tipologia di cliente con grandi o medi capitali che, probabilmente, fisicamente in negozio non ci entrerà per diversi motivi ma non per questo vuole rinunciare ad investire comprando un gioiello certificato da rivendere in un secondo momento. Oppure pensiamo a tutti quei ragazzi che nella vita reale non hanno interesse ad indossare gioielli ma ricercano il meglio da mostrare nel metaverso, sembra strano ma è una tipologia di cliente già esistente.
Le dico una cosa, quando non si ha certezza della zona di provenienza di una determinata pietra e succede molto spesso, nell’elaborazione dei certificati internazionali in laboratorio, si inserisce la definizione “provenienza da macroarea…”A Tucson -USA – nel 2019 è stata presentata una macchina in grado di identificare con un altissimo grado di precisione la provenienza, intanto, degli smeraldi che vengono poi inseriti in una sorta di registro elettronico; possiamo già capire che questo procedimento è garanzia di valore nel caso di determinate pietre.

Per la stagione in arrivo i suggerimenti portano in primo piano gioiello bold, cosa distingua un gioiello Barbara Currado?
Fermo restando che oggi l’idea di gioiello è cambiata.
Spesso si indossa un accessorio, inteso come bigiotteria, più che un vero gioiello ma, come imprenditrice nel mondo dei preziosi, posso affermare che siamo pionieri del gioiello bold ma con sostanza. Nella nostra boutique si possono trovare più linee, da quella classica , a quella animalier per chi sa osare, sempre in oro e pietre preziose alla linea vacanze, che produciamo ormai da diversi anni e che permette ad ogni donna di avere con sè in modo spensierato nei suoi viaggi la copia del suo gioiello prezioso realizzata in materiali diversi, argento e semipreziosi per esempio ma sempre frutto dello stesso tipo di lavorazione e di attenzione che abbiamo nella produzione di quelli più costosi.
A differenza di quanto il pensiero comune voleva in passato, oggi, entrare nella nostra boutique la possiamo considerare un’esperienza che trova la sua definizione, anche, nel “dettagliare” un abbigliamento dai toni classici attraverso la scelta di un gioiello particolare nella linea e nel colore, insomma i nostri gioielli possono essere per “ogni occasione e per ogni ora della giornata”.
Quindi, secondo lei, quale gioiello non deve mai mancare?
A differenza di quanto si credeva oggi il solitario è acquistato anche dalle donne.
Mentre una volta un acquisto così rispondeva all’idea di fidanzamento o matrimonio oggi il solitario è quel particolare che la donna contemporanea si concede non per definire la sua situazione nella società ma come dettaglio di valore che caratterizza il suo essere indipendente.

Foto Nava Comunicazione