Alice è… Wonderland

Andrea Vettoretti, artista ma non solo. Interprete originale di una delle storie più conosciute non solo dai bambini, ma anche dagli adulti che, non dimenticando mai di “curare il lato bambino” che si possiede, si perdono all’interno di un mondo fatto di magia che racchiude delle visioni dalla lettura del tutto personale. Andrea attraverso la musica ci porta all’interno di un mondo fatato dove il tempo si ferma per farci riscoprire nuovamente chi siamo.

Come nasce il progetto Wonderland?
Wonderland nasce per caso.
“Mi venne regalato il libro Alice nel paese delle meraviglie. Lo conoscevo già, ma approfittai del regalo per rileggerlo. Fù una vera scoperta, trovai una nuova visione; il messaggio della storia fu illuminante, quando sembrava tutto un caos si apriva una strada che rimetteva tutto al proprio posto.
Di conseguenza la decisione di interpretare, in musica, i personaggi e le atmosfere del racconto. Devo ammettere che creare una storia musicale, di facile comprensione nella sua complessità, mi ha fatto trovare una nuova dimensione.
Sono uscito dagli schemi rigidi e tradizionali e pur con strumenti classici come la chitarra, il violoncello e le percussioni, nel live ho cercato di costruire nuove emozioni e nuove sonorità.
Diciamo che l’album Wonderland è la prova di uno spettacolo work in progress, che da il meglio di sé nel Live.

Qual è il tuo percorso?
“Ho studiato in conservatorio in Italia e poi all’Ecole Normale di Musique a Parigi. Ho avuto modo di lavorare soprattutto all’estero, ma mi piacerebbe sviluppare maggiormente in Italia l’aspetto concertistico. Nel mondo della musica classica risulto come anticonformista perché ho portato delle novità come ad esempio la cura rivolta allo show o suonare in piedi, cosa che non si fa nel mondo della classica ancora molto tradizionalista. Ho realizzato una forma di coinvolgimento del pubblico presente che solitamente, nel mio settore, non si usa fare. Ho quindi creato un nuovo genere che ho chiamato New Classical World, un nuovo modo di fare musica classica che attinge da tutte le mie esperienze durante i miei viaggi e incontri. L’altra caratteristica è avere un nuovo modo di portare la musica in scena.
Hai mai avuto titubanze?
“si, ogni giorno, ma la forza di volontà di continuare e la passione alimenta il mio percorso musicale e la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per ottenere il massimo risultato.
Durante lo spettacolo, mentre sono sul palco, guardo una persona non perché voglia escludere gli altri ma perché quella persona diventa il mio punto di riferimento e lo specchio che rifletterà le emozioni trasmesse in musica anche agli altri. A volte suono per Lei, a volte per tutti gli spettatori, il risultato è un pubblico più partecipe e interessato. Fare un lavoro così, oggi, richiede il coraggio di crederci per primo, devi essere il tuo primo Fan.

La migliore risposta avuta dopo una rappresentazione?
Sarà sempre quella del prossimo concerto. In generale credo che anche se solo una persona percepisce e coglie il messaggio e l’emozione che voglio trasmettere durante le mie performance per me è un successo.
Quanto tempo impeghi per strutturare un progetto così?
Dipende, per realizzare una struttura completa servono almeno un paio d’anni. Parto prima dalle composizioni e poi le varie parti che definiscono il progetto completo.
Le collaborazioni, ad esempio, possono arrivare in corso d’opera.
Con Rain sapevo da subito che volevo gli archi mentre con Wonderland ho sentito la necessità di inserire nuove figure durante lo sviluppo come ad esempio il violoncello.

Durante la realizzazione dei progetti si ascoltano i consigli esterni?
Certamente i consigli sono fondamentali come il confronto, ma non bisogna mai togliere l’attenzione ed il rispetto del proprio lavoro. Mi spiego meglio; diversi produttori, legati soprattutto alle Major, stravolgono gli Album dei musicisti a fini puramente commerciali, spesso snaturando le caratteristiche artistiche. Il risultato è stato un abbassamento del livello generale che per me è preoccupante. Io attualmente lavoro con il produttore Paolo Dossena di CNI che mi ha sempre lasciato libero nelle decisioni finali.
I momenti di crisi
I momenti di crisi ci sono sempre, ma i progetti mantengono viva la voglia di andare avanti nonostante gli ostacoli, molto presenti nel mondo musicale di oggi. Diciamo pure che la benzina del mio spirito artistico sono i nuovi progetti.
Convivo tra presente e futuro; il presente che include i concerti e gli Show di Wonderland, ma allo stesso tempo il mio pensiero musicale e il mio focus, sono rivolti al futuro.
Bisogna anche dire, però, che le crisi servono per rinnovarsi. Abbiamo sempre un lato che non vogliamo mostrare e nel momento in cui affronti questa consapevolezza riesci a produrre qualcosa di nuovo e più vicino a te stesso.

Wonderland dove andrà?
In tanti Paesi. Andrà in Australia ma anche in Inghilterra e poi in Francia, in Spagna, in Polonia. Però non è finita così perché ci sono molti artisti con i quali vorrei collaborare per sviluppare nuovi progetti. Per chi volesse ascoltare la mia musica può farlo in streaming ad esempio su Spotify e iTunes ma Wonderland è anche in Vinile e cd. Info su www.andreavettoretti.it 

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