Albania, un “Mondo inesplorato” Intervista al Primo Ministro Edi Rama

Lo slogan che Adria Ferries lancia  “Albania, un mondo inesplorato” ci sta tutto. Una delle maggiori e qualificate compagnie di navigazione italiana che trasporta mezzo milione di persone all’anno tra  Italia e Albania e  che fa spola dai porti di Ancona, Trieste e Bari, lo scrive nei suoi manifesti  con grande enfasi: l’Albania è il nuovo mondo,  tutto da scoprire.  L’armatore Alberto Rossi, da visionario com’è, sta puntando molto su questo “mondo inesplorato” dove sino a pochi anni fa, chi parlava di andare in Albania lo si riteneva un pazzo. Michela Rossi, figlia e manager, ribadisce il concetto che l’Albania è una meta per tutti, assolutamente da visitare.

Abbiamo incontrato nel Palazzo del Governo di Tirana il primo ministro d’Albania Edi Rama. Anche di quest’uomo conosciamo poco o niente. Classe 1964, nato il 4 luglio, è un primo ministro con la vena di artista. A fianco della stanza di rappresentanza dove accoglie le delegazioni, ci fa vedere la sua stanza “privata” di artista: una scrivania piena di pennarelli, matite colorate e pastelli, la stanza tutta coperta da disegni da lui fatti. Gli piace l’arte e il bello, era insegnante di pittura all’Accademia delle Arti di Tirana e in seguito, come esiliato politico, si ripara a Parigi,  alla  Cité Internationale des Arts di Parigi, dove ci rimane per sfuggire alla difficile situazione dell’Albania investita dalla più cruenta e peggiore dittatura comunista europea.

Dopo gli sconvolgimenti interni che portano alla caduta del comunismo dittatoriale, lui rientra  in Albania per assistere al funerale del padre, si ritrova presto incaricato come Ministro della Cultura, un impegno che svolge dal 1998 al 2000. Viene eletto poi, con una valanga di voti,  sindaco di Tirana. Ci rimane sino al 2011. Tirana la cambia e la ammoderna con  i  suoi progetti di riqualificazione del tessuto urbano e degli spazi pubblici.  Questo fa sanare  la frattura tra i cittadini e l’autorità statale all’indomani della caduta del regime comunista albanese.

Rama coinvolge alcuni artisti nella trasformazione dei grigi palazzi dell’era comunista, animando con colori l’intera capitale e le sue architetture, come per sottolineare l’apertura del nuovo governo verso nuovi orizzonti.

Lotta contro l’abusivismo edilizio, spazza via centinaia di baracche, pianta alberi e crea spazi verdi.  A lui piace il colore,  fa di Tirana una città colorata, vuole debellare la povertà, incentiva imprese e aziende estere a investire in Albania con forti agevolazioni, riceve un premio da Kofi Annan alle Nazioni Unite in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della povertà .

Viene eletto segretario del Partito Socialista, diventa Primo Ministro nel 2013 e ora è stabile, forte di un consenso popolare. C’è qualche tafferuglio, ma sono residuati nostalgici  e avversari che poco hanno a che fare con la volontà popolare, sorride Edi Rama.

Lui  parla bene l’italiano, non servono traduttori per le interviste.

Primo Ministro, com’è l’Albania oggi?

Il mio paese è come l’Italia dei vostri nonni, il paesaggio di 40, 50 anni fa. Se venite in Albania e la visitate all’interno vi accorgerete che è una piccola Italia di parecchi anni fa, con i suoi pregi e i suoi difetti, con tanti aspetti da sviluppare, è l’Italia dei vostri nonni che guarda verso il futuro. Stiamo recuperando il tempo perso e ci stiamo imponendo a sviluppare l’intero paese con una certa razionalità.

Qual è il vostro punto di forza?

Stiamo vivendo un periodo di grande interesse,  da parte di paesi stranieri, e di crescita per l’Albania. Stiamo puntando a un forte sviluppo per il turismo. E su questo devo dire che ci sono molti italiani che vengono in Albania, il turismo è in continua crescita.

Quindi tanti italiani?

Certo, ma non solo italiani. Ci sono molti turisti che provengono dal centro e dal nord Europa.  In particolare abbiamo molti  svizzeri, svedesi, norvegesi, finlandesi, olandesi.  Ma anche dall’Est Europa come polacchi, ceki, ungheresi. Durante l’estate abbiamo numerosi voli diretti da Israele e portano migliaia di turisti.  Stiamo sviluppando anche un turismo proveniente dai paesi del Medio Oriente.

Ma cosa c’è da vedere in Albania?

Vedete questo Palazzo? (la sede del Primo Ministro a Tirana ndr). Qui c’è molta Italia perché questo palazzo è stato costruito da architetti italiani,  negli anni 1939  e 1940:  interessante il design interiore fatto da Giò Ponti, lui abbellì questo palazzo e anche il palazzo del re, mai abitato e per anni chiuso nel periodo della dittatura comunista, ora si può visitare, molto bello. Qui ci sono delle cose meravigliose disegnate da Giò Ponti. In Albania ci sono tantissime cose da vedere. C’è un importante turismo anche per il patrimonio culturale anche se negli anni ’60 sono state fatte saltare in aria con la dinamite ben 2.500 chiese… Il Albania c’è tutto da vedere: paesaggi, natura, montagne, città, borghi…

Primo Ministro, lei quindi punta molto sul turismo?

Il turismo è la prima industria dei giorni nostri: porta conoscenza, lavoro e soldi. Per l’Albania sono le nuove opportunità.  Il nostro turismo è ancora medio basso, stiamo puntando anche su un turismo più elevato, stiamo valorizzando il turismo da cinque stelle e siamo in collegamento con importanti catene  internazionali di hotel di cinque stelle affinché possano investire nel nostro Paese con le agevolazioni che offriamo loro. Per questo abbiamo approvato la nuova legge che permette a chi realizza hotel a 5 stelle di non pagare tasse per dieci anni. E si paga l’Iva al 6 per cento, per tutti, e tasse minime al 5 per cento….

Dove sono più interessati a investire?

Gli stranieri sono più interessati a fare investimenti lungo le coste, ma assicuro che abbiamo dei  paesaggi fantastici  anche all’interno. Abbiamo investito tanti soldi per trasformare le piazze e le strutture, avere più verde, abbellire le vie, creare un arredo urbano e creare le condizioni per vivere e sentirsi bene. Stiamo puntando al “rinascimento urbano”.

I suoi obiettivi sul turismo?

In cinque anni il turismo è quasi raddoppiato. Il nostro obiettivo è di arrivare a dieci milioni di turisti in Albania.  In previsione di questo aumento turistico stiamo valorizzando le scuole professionali, quelle del turismo e l’attività turistica comprendendo anche i licei…. Di voglia e di entusiasmo da crescere ne abbiamo molta.

E sull’aspetto enogastronomico?

Noi abbiamo iniziato a produrre dei vini.  E’ una  tradizione albanese, nel medioevo e rinascimento esportavamo l’uva verso la repubblica di  Venezia, poi c’è una grappa nostra tradizione.

Abbiamo lanciato un nuovo programma per sviluppare il turismo del vino e dell’agricoltura in generale con i nostri prodotti.

by Maurizio Drago

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