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A star is (really) born?

Lontano dalla superficie e sulla superficie. Il ritornello di Shallow, la canzone interpretata da Bradley Cooper (sì, la voce è proprio la sua) e Lady Gaga, per il film A star is Born è l’emblema di una trama che, se da un lato emoziona lasciando intravedere la profondità dei temi sfiorati, dall’altro rimane sulla superficie della storia narrata.

Lui, Jackson Maine, è un musicista il cui successo rischia di essere compromesso da un problema all’udito e, soprattutto, dall’alcolismo. Lei, Ally, è una ragazza che si è arresa alla concretezza di un lavoro come cameriera, relegando il sogno di fare la cantante al piccolo palco di un locale notturno. Le strade dei due si incrociano una notte durante la quale avviene il concepimento della “star” soggetto del titolo, grazie ad un’intesa tra i due che va oltre la sensibilità artistica.

Bradley Cooper, convince decisamente sia nella performance attoriale sia in quella canora. A questo proposito esultino i fan dei Pearl Jam a cui basteranno i primi minuti del film per riconoscere molto del loro Eddie Vedder (il frontman amico di Cooper a cui l’attore si è ispirato) nel Jackson Maine sul palco.

Lady Gaga, davanti alla macchina da presa, non solo convince, vince.

Non nuova alla recitazione che già aveva sperimentato da adolescente, la cantautrice statunitense si spoglia degli eccentrici costumi del proprio personaggio e indossa i panni di una ragazza qualsiasi. Strano a dirsi, ma in questo caso è proprio il set a restituirci la parte più autentica di Stefani Germanotta e rimaniamo con gli occhi incollati al grande schermo a fissare il suo viso acqua e sapone.

 

Alla regia troviamo ancora Bradley Cooper, in questo ruolo, forse, meno accattivante. La sensazione è quella di assistere a ottime intuizioni narrative che, tuttavia, restano incompiute. Il tratteggio iniziale dei protagonisti preannuncia un’interiorità complessa, che merita di essere scandagliata, ma l’aspettativa è disattesa e gli interrogativi sui tormenti esistenziali di lui e sull’autenticità della strada verso il successo di Ally rimangono anche oltre i titoli di coda.

La colonna sonora del film, invece, regge l’intero impianto dell’opera e vale, anche da sola, il biglietto d’ingresso al cinema.

 

A star is born è davvero in grado di essere una stella nel cielo di Hollywood? Ciascuno, da critico cinematografico o da spettatore che sia, dia la propria risposta. Bisogna dire che Bradley Cooper ha scelto un’impresa ardua per il suo debutto da regista: un remake al suo terzo rimaneggiamento, su cui aveva messo gli occhi il due volte Oscar alla regia Clint Eastwood per poi abbandonare il progetto ( e chissà come sarebbe la versione di Clint!).

Di certo, la stella di Lady Gaga dopo questo film brilla di più. Chi infatti si era fermato sulla superficie, dietro l’apparenza stravagante della star, è costretto ora a riconoscerne il talento indiscutibile e a guardare oltre, far from the shallow.

 

 

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